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10 aprile 2016...un giorno Magnifico

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22 anni di serie A, 760 partite e 9189 punti segnati nella massima serie, 214 convocazioni e 2026 punti con la maglia azzurra, 2 scudetti, 1 Coppa delle Coppe e due Coppe Italia con la maglia VL, in una parola Walter Magnifico!

La Victoria Libertas Pesaro nell’ambito delle celebrazioni del 70° anniversario, vuole rendere omaggio al “suo capitano” ed in occasione della partita casalinga del 10 Aprile contro Capo d’Orlando, ritirerà definitivamente la maglia numero 6.

Questo il commento del suo storico compagno di squadra ed attuale Presidente della VL, Ario Costa: “Per me esiste un solo capitano ed è con gran piacere che, idealmente insieme a tutti gli altri giocatori, mi appresto oggi in veste di presidente, a ritirare la maglia di Walter, con il quale abbiamo condiviso i più grandi successi del basket pesarese”

 

Ricordando che la partita di domenica 10 Aprile avrà inizio alle 18:15 ed i botteghini saranno aperti dalle ore 16:30, con la consueta prevendita fino a sabato 9 presso la Tabaccheria Tomassoli di Via Cialdini a Pesaro, invitiamo tutti gli appassionati a partecipare a questo importantissimo momento storico per la nostra società 

 

 

Ufficio stampa VL

 

 

Pesaro 05/04/2016

Festeggiato il decennio '76/'86 della VL con Benevelli e Ponzoni

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Continuano le celebrazioni dei nostri 70 anni con la premiazione degli uomini che hanno fatto la nostra storia.

Nel pre-partita di Consultinvest Pesaro - Pasta Reggia Caserta abbiamo celebrato il decennio 1976/'86 con la consegna della canotta VL numero 70 agli indimenticabili Amos Benevelli e Giuseppe "Peppe" Ponzoni. 

Il Presidente Ario Costa ha reso omaggio a due giocatori che hanno vestito la maglia biancorossa per ben 8 anni, protagonisti entrambi della conquista della Coppa delle Coppe nella stagione '82/'83 in finale con l'Asvel Lyon Villeurbanne a Palma di Maiorca vinta 111-99.

I due, in maglia biancorossa, hanno festeggiato anche una promozione nella massima serie nel campionato 1977/'78, conquistata dopo i play off al termine della stagione regolare.

 

 

 

Ufficio Stampa VL

Pesaro 31/03/2016

 

 

Premiato Romano Mao Di Giacomo per i 70 anni della VL

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A ricevere la canotta numero 70 della VL questa volta è stato Romano Mao Di Giacomo.

Nel pre-partita di Consultinvest-Banco di Sardegna il nostro Presidente Ario Costa, insieme all'Ape biancorossa, ha celebrato così un altro decennio della nostra grande storia, il 1966-1976.

In questo periodo la squadra cambia diverse volte il nome sulla maglia fino alla prima sponsorizzazione dell'azienda Scavolini, siamo nel campionato 1975/76, che rimarrà per ben 38 anni.

 

 

 

Ufficio Stampa VL

Pesaro 15/03/2016

 

 

I 70 anni della VL premiati dal Circolo della Stampa

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Premio Circolo della Stampa/Pesaro 2016

Nel corso della cerimonia saranno anche celebrati i 70 anni della Victoria Libertas Pallacanestro, con video, interventi e sorprese. 

Sarà dedicata a Umberto Eco, “Amico” del Circolo, la 52° edizione del Premio Circolo della Stampa/Pesaro. 

La cerimonia si terrà questo pomeriggio, alle ore 17.30, presso l’ Auditorium di Palazzo Montani Antaldi, sede della Fondazione Cassa di Risparmio di Pesaro.

 

Per il 2016 sono previsti tre Premi della Stampa e due premi speciali.

 

MICHELE MARIOTTI

(direttore d’ orchestra, direttore musicale del Teatro Comunale di Bologna).

“Per  aver davvero reso Pesaro città della musica dirigendola in modo sempre più eccellente per i pubblici di tutto il mondo. E non finisce qui.”

Premiatore Daniele Abbado, regista teatrale e televisivo

(Premio alla memoria del giornalista Paolo Angeletti)

 

GIANLUCA PASCUCCI

(dirigente Houston Rockets - National Basketball Association)

“Per aver realizzato una impresa che sembrava impossibile riuscendo a portare il basket pesarese a sedersi sul trono della Nba. We love this game”

Premiatore Assessore Enzo Belloni

 

MARIAGRAZIA UGUCCIONI

(ricercatrice, direttore del laboratorio di “Espressione e Funzione delle Chemochine” presso l’ Istituto di Ricerca in Biomedicina di Bellinzona-Svizzera)

“Per aver averci inorgoglito tutti sapendo che una pesarese come lei veglia alle frontiere più avanzate della ricerca scientifica. Sempre allerta”

Premiatore  Prof. Marco Baggiolini, immunologo di fama mondiale e professore emerito dell' Università di Berna

 

Premi speciali a:

CEIS Pesaro (40 anni di attività)

“Per la lunga opera solidale a favore della comunità”

 

Giuseppe Ottaviani  (100 anni il prossimo 20 maggio)

“Per  la sua allegra corsa verso il secolo di vita”

Inoltre,

Spilla d’ oro al giornalista

TULLIO VITTORIO GIACOMINI

(Premio alla memoria del giornalista Paolo Albini Riccioli)

 

Sono previsti interventi, video e sorprese.

L’ingresso è libero fino ad esaurimento posti.

Il Premio Circolo della Stampa si avvale del patrocinio dell' Ordine dei Giornalisti nazionale e regionale e dell' amichevole contributo di: Allianz Bank, Banca di Pesaro, Ce.s.am srl di Alessandro Di Domenico, Della Chiara Arredamenti per ufficio; Excelsior Hotel, Fiam Italia, Fondazione Cassa di Risparmio di Pesaro, Fondazione Meuccia Severi, Glong Italy srl, IndustrieIfi, Intercontact, Italservice, Piero Guidi, Renco, Scavolini, Xanitalia.

 

 

Pesaro 21/03/2016

Il I° Scudetto biancorosso raccontato dai protagonisti

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L’Hotel Cruiser di Pesaro ha ospitato oltre duecento persone venute a fine pomeriggio di un giorno feriale a rivivere, attraverso i racconti del coach dell’epoca Valerio Bianchini, l’atmosfera del primo scudetto vinto dalla Victoria Libertas, il tutto nel quadro dei festeggiamenti per il 70° anniversario della VL. Intervistato dall’allora caporedattore basket della Gazzetta dello Sport Enrico Campana, Bianchini ha riportato i presenti agli anni d’oro della squadra biancorossa. Tra essi, alcuni dei protagonisti dell’epoca: accanto all’attuale presidente della VL Ario Costa, c’erano Domenico Zampolini, Walter Magnifico, Renzo Vecchiato, Santi Puglisi e tanti altri.
Bianchini, accolto da ovazioni e cori, ha confermato le sue doti di affabulatore. “I ricordi sono cari se si possono ancora ricordare. E qui a Pesaro c'è ancora tanta passione, c'è un palasport tra i più belli d’Italia forse frutto anche del primo scudetto; era tanto tempo che non venivo qui, ed ho ritrovato un bellissimo tifo, educato e caloroso, un’ottima organizzazione societaria e ho visto una squadra giocare benissimo. Poi, per me, è stato meraviglioso rivedere Austin, figlio di Darren Daye, che per me è il miglior giocatore quanto a fondamentali visto in Italia negli ultimi 10 anni. Dobbiamo tutti ringraziare Costa e Luciano Amadori per la loro fede e il loro impegno”
“Sono venuto a Pesaro perché avevo conosciuto Magnifico, Costa e Gracis in nazionale e avevo pensato che potessero rappresentare il nucleo di una grande squadra. Erano giunti alla loro maturazione. Poi si trattava di aggiungere altri giocatori che aiutassero loro a sbocciare. Prendemmo Ballard, che era più che altro un ottimo terminale offensivo, e Aza Petrovic, gran realizzatore ma un po' egoista. Il cambio dei due USA fu decisivo. In una riunione al termine della regular season dissi alla squadra che noi facevamo i play-off per vincere il campionato, non per partecipare. Volevamo vincere anche perché i campioni d’Italia avrebbero giocato l'Open di Madrid con Real, Jugoslavia e Boston Celtics. Ai tempi, la NBA era lontana anni luce”.
“A Pesaro c'era già una società strutturata, che era stata già capace di arrivare a due finali scudetto. Il patron Valter Scavolini assimilava la squadra alla sua famiglia, tagliare un giocatore era una cosa che lo schoccava moltissimo. Io pensavo che avevamo bisogno di maggior fisicità, difesa e leadership. Cook lo seguivo ogni anno, lo avevano appena tagliato i Nets. La domenica della partita con Livorno mi do malato e parto per gli USA, a Lacrosse, per vedere giocare dal vivo Darwin Cook. In partita, viene completamente oscurato da Ray Sugar Richardson. Intanto, da Pesaro mi avvertono che Petrovic  aveva segnato  42 punti con Livorno. Vado a cena con Cook, avevo quasi cambiato idea. Poi lui, mentro io cerco di trovare le parole per dirglielo, mi afferra un braccio e mi fa "Coach, I'm your man". Conta la luce negli occhi dei  giocatori: avevo deciso, anche se all’inizio avevo tutti contro di me. Daye lo seguivo da quando era a UCLA. Avevo conosciuto Red Auerbach anni prima grazie al responsabile Buitoni USA. Daye era caduto in disgrazia ai Celtics a causa di un'intervista che non era piaciuta a Larry Bird. Arriviamo a Caserta in gara 1 dei quarti dei playoff con il nuovo assetto (Daye e Cook al posto di Ballard e Petrovic) e da bordo campo un signore elegantissimo mi fa: ‘Bianchini, hai cagnato più neri tu di Moana Pozzi’. Quello era il clima a quei tempi”.
“Come si vincono gli scudetti? Ci vogliono tre cose: tecnica, politica e comunicazione. La qualità tecnica Pesaro l’aveva sempre avuta. La politica, chiaramente, era contro: Pesaro era vista come un’intrusa. Quindi, serviva la comunicazione: io già con Roma avevo ingaggiato una lotta di quel tipo con Dan Peterson e Milano, ma avevo Roma dietro le mie spalle. Con Pesaro era più difficile, ma a dare il la fu Repubblica che diede un famoso titolo ad una mia intervista: “Casalini é il robocop di Peterson”. In realtà la battuta fu di Emanuela Audisio, l’intervistatrice. Si scatenò una polemica furibonda, ma io non smentii nulla ed anzi la cavalcai da quel momento in poi. La nostra diventò una battaglia contro il potere costituito, il nuovo contro il vecchio”.
Chiusura con un ricordo meno noto di Walter Magnifico: “Avanti 2-0, perdemmo buttandola via gara tre di finale a Milano. Bianchini si arrabbiò moltissimo, ma noi non capivamo perché: ma perché ti scaldi così tanto, gli dicevamo, guarda che a Pesaro vinciamo!”.

 

 
 

Ufficio Stampa VL 

 

Pesaro 14/03/2016

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